Sostenere il commercio e sviluppare il turismo

Lo sviluppo del commercio e del turismo può rappresentare un motore per la creazione di lavoro in città. Le persone hanno bisogno di luoghi fisici per incontrarsi, per fare comunità, nel lavoro come nel tempo libero, sette giorni su sette, tutto l’anno. Le vie e i quartieri di una città sono vivi se chi li abita trova in essi la risposta ai suoi bisogni vitali - materiali, culturali, sociali o spirituali che siano. Quando, poi, sono belle e ricche di storia, le città possono attrarre anche l’interesse dei turisti, che ne possono scoprire e apprezzare i tesori. Cremona può tornare a essere attraente. Il commercio, oltre a un ruolo economico, ha anche questo compito: fungere da magnete per i residenti stessi. E il turismo, che espande anche fuori dai confini della città questa capacità di attrazione, dimostra come Cremona possa divenire una città di fascino e richiamo per il resto d’Italia e del Mondo e con questo sviluppare economia.



Se Cremona è viva e internazionale, allora anche il commercio è vitale. Se invece Cremona si spegne lentamente, allora anche il commercio muore e tutte le iniziative di sostegno ai commercianti rischiano di essere inefficaci.

Per rilanciare il commercio cittadino – invertendo così il grave processo di progressiva chiusura degli esercizi tradizionali a favore dei grandi centri commerciali extra-urbani – occorre innanzitutto che il Comune adotti metodi di lavoro volti all’ascolto e alla presa di decisioni condivise. La storia recente della città ci ha confermato che fare sistema è una questione vitale, mentre i personalismi e i particolarismi sono molto dannosi. Spetta al Comune, anche attraverso il DUC (Distretto Urbano del Commercio), mettere in campo una progettualità che permetta in futuro di fare un vero lavoro di squadra tra i singoli commercianti, i gruppi di commercianti e le loro associazioni.

I tempi sono maturi per realizzare alcune azioni di sviluppo per il commercio. Per esempio:

azioni concertate e concrete per la trasformazione del centro città in un “City shopping center”, sul modello di quanto è già avvenuto in altre medie città italiane ed europee: se ben arredato, animato e promosso, il centro cittadino può divenire un vero e accogliente centro naturale del commercio, dove l’innovazione si sposa con la tradizione, dove trovi la qualità e la cortesia, dove le botteghe storiche si affiancano al negozio high-tech, dove la gastronomia dialoga con i prodotti del territorio, la trattoria e la ristorazione propongono la tradizione e la reinterpretano, il tutto in un contesto architettonico, storico e urbano unico;

azioni di progettazione e promozione di specifici percorsi dello shopping, per le varie stagioni, intersecati ai percorsi artistici e storici di visita della città, animati da eventi musicali che possano allietare i pomeriggi o i momenti dell’aperitivo, della cena e del dopocena per cittadini e ospiti della città;

realizzazione e diffusione di specifiche “Apps” e percorsi georeferenziati per tablet e smartphones, per condurre per mano, in giro per la città, anche il cliente più esigente e tecnologico, attraverso un portale web turistico multilingue e integrato con le realtà del territorio;

condividere con i commercianti una programmazione precisa del calendario cittadino delle attività di animazione, degli eventi culturali, degli eventi turistici, dell’attività culturale della città.

Oltre a tali iniziative, è opportuno sostenere le strategie di autopromozione dei commercianti, dialogando con le associazioni di categoria e tenendo conto con attenzione delle loro proposte, ma anche offrendo occasioni di formazione per gli imprenditori commercianti (associati e non) per incrementare le loro competenze di marketing e gestionali.

Infine, occorre ricordare che il commercio in città non riguarda solo il centro, ma è parte integrante della vita delle periferie. Per questo occorre dire stop allo sviluppo della grande distribuzione e capire come sostenere i negozi di vicinato, che meglio rispondono alle esigenze vitali dei quartieri.

È evidente, poi, che turismo e commercio sono due realtà collegate, perché se c’è turismo c’è anche sviluppo commerciale. Cremona può intercettare soprattutto due segmenti di turisti:

– un turismo internazionale culturale legato alla liuteria e alla musica, attratto in città dalle nostre peculiarità uniche al mondo (botteghe liutarie, MdV, festival musicali, MondoMusica, master class);

– un turismo italiano di prossimità che, soprattutto in tempo di crisi, si sta sviluppando, di pochi giorni, interessato a pacchetti integrati di arte, ambiente, vivibilità, gastronomia.

Possiamo intercettare sempre più questi due segmenti di viaggiatori se tutta la città si fa coinvolgere e se matura un progetto chiaro di sviluppo turistico.

Per questo, da un lato occorre incentivare ancora di più proposte attraenti per i turisti, con offerte di visita che facciano riferimento sia agli eventi straordinari (i festival, le feste, le fiere gli avvenimenti annuali) che alla più ordinaria quotidianità della città, attraverso percorsi turistici differenziati, promossi e proposti in tutto il mondo anche grazie all’uso di nuove tecnologie.

Il turismo, tuttavia, ha bisogno anche di una mobilità adeguata, sia per accedere alla città (provenendo in auto, in treno o in aereo) che per muoversi all’interno di essa (una città piccola e vivibile come la nostra è ancora più bella se è facile da percorre a piedi e in bicicletta).

La questione della mobilità è fondamentale per permettere una reale apertura della città verso l’esterno. Ma sotto questo aspetto occorre ancora costruire una logica globale di intervento sul sistema urbano: dal piano soste, al trasporto pubblico, alla pedonalizzazione del centro, alla ciclabilità, all’arredo pubblico urbano fino alla sistemazione del verde e al collegamento col fiume Po.

Soprattutto, però, emerge come fattore critico il collegamento via treno con Milano, che versa oggi in condizioni inaccettabili. Il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Cremona-Mantova è un asse strategico per il futuro della città e non solo da un punto di vista turistico: un efficiente e rapido collegamento Cremona-Milano potrebbe già oggi migliorare il presente immediato e il futuro di migliaia di pendolari cremonesi, lavoratori e studenti, e potrebbe gettare le fondamenta per un ulteriore sviluppo economico del territorio.

Scarica pdf ‘Cremona crea lavoro’


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  • Gabriele Ciambi

    Ottimi spunti di riflessione.
     
    Mi focalizzerei sui nostri punti di forza ed unicità, anche della storia recente, riassunti nel motto delle tre T.

    Turàs: Rappresenta il nostro straordinario Patrimonio artistico, la nostra Cultura (a 360° che è la visuale che si vede da lassù), la Città (che deve elevarsi e guardare lontano !

    Turòon: Rappresenta la storia di ricchezza enogastronomica, alimentare ed agricola del territorio cremonese.

    Tetàs: Rappresenta per me la “Bellezza”, ma è un termine che va declinato in termini di bellezza a 360°, interiore ed esteriore, di accoglienza come è il seno materno, di città al femminile in generale.

    Per ora rifletterei su quella T che rappresenta il nostro simbolo architettonico, il:

    Turàs
     
     
    Quali IDEE CONCRETE ?
     
    –         Rivitalizzare la città, certo che si’: dobbiamo riportare le persone a vivere la città (e non chiudersi nei centri commerciali) con spazi accoglienti e funzionali ed occasioni di incontro; dobbiamo curarne l’immagine prendendo esempio dalla cultura nord europea (ad es. anche incentivando fiscalmente il privato a fare bella la città, v. ristrutturazioni facciate, etc.)
    –         Occorre progettare in rete, con interazioni costanti e continuative nel corso dell’anno artistiche, culturali, enogastronomiche (anche con altri paesi della provincia e città limitrofe come Mantova etc), sforzandosi quindi di progettare “insieme”, in un’ottica finalizzata a creare un vero e proprio “Distretto della Cultura” (intesa a 360*)
    –         Parola d’ordine “Promozione”, occorre professionalizzarsi sempre di più nella promozione anche verso l’estero della città (Portali web, reti web, etc.…)
    –         Rileggiamo anche i nostri rapporti con una città “forte” come Milano, mutando il senso da monodirezionale (Cremona → Milano) in bidirezionale (Cremona ←→ Milano); lavoriamo sui trasporti; studiamo iniziative comuni; offriamo i nostri spazi ed i nostri prodotti unici per eventi legati a momenti di gran attrattiva (di respiro internazionale) di quella Città (ad es. ma c’è di tutto e di più, pensiamo, per facile comprensione di tutti, ad uno dei simboli di Milano, alla Moda e, a tal riguardo, non dimentichiamoci che alcuni famosi Brand hanno sedi e stabilimenti vicino a noi, es. Corneliani che è di Mantova)
    –         Portiamo sempre di più l’Arte (in tutte le sue declinazioni) a vivere dentro la città, nelle sue strade, nelle sue piazze e nelle sue vie (diamo colore, immagine, movimento e sonorità alla nostra città, non dobbiamo aver paura di provare a coinvolgere anche nomi di artisti famosi – come e’ stato nell’ambito della musica classica il maestro Salvatore Accardo – che possono dara impulso a queste iniziative, senza dimenticare la promozione dei giovani artisti e comunque il desiderio/diritto in generale dei giovani di esprimersi)