Promuovere un’economia del territorio

Un’economia di territorio significa innanzitutto che Cremona deve imparare a guardare con responsabilità al territorio in cui è inserita e non solo ai suoi confini comunali. Significa un’attenzione alle realtà imprenditoriali locali nello sviluppo di alcuni progetti, con particolare attenzione ad uno sviluppo ambientale sostenibile. Significa l’aiuto a quelle esperienze di consumo che valorizzano imprese locali con attenzione a un’idea alta di sviluppo.



Lo sviluppo della città di Cremona non può prescindere da una visione strategica sui possibili percorsi di crescita dell’economia dell’intero territorio che la circonda, perché gli ambiti politici e amministrativi non coincidono con quelli dei processi economici, che sono ben più vasti.

Quindi, promuovere un’economia di territorio significa innanzitutto che Cremona deve imparare a guardare con responsabilità all’intero territorio in cui è inserita e non solo ai suoi confini comunali: lo sviluppo complessivo della provincia può aiutare Cremona e viceversa. Sembra un’osservazione scontata, ma non lo è affatto, soprattutto in un momento in cui la riforma delle competenze delle Province richiede ai capoluoghi di farsi maggiormente carico dello sviluppo dei territori più vasti di cui sono punto di riferimento amministrativo, economico e industriale. Altri attori locali – in primis la Camera di Commercio – hanno ovviamente competenze rilevanti su questo tema, ma anche il Comune, nel rispetto delle sue competenze, deve essere un attore corresponsabile per la creazione e la difesa della ricchezza e del benessere dei suoi cittadini, interagendo direttamente con gli attori dei processi di produzione, trasformazione, commercio e consumo dei beni economici in città. Può farlo sostenendo i processi di produzione, commercio, consumo, così come può impegnarsi per dotare il territorio di infrastrutture efficienti o promuovere la presenza degli attori economici locali nelle reti economiche regionali, nazionali e internazionali.

Crediamo che il Comune di Cremona debba promuovere lo sviluppo economico del territorio agendo secondo tre principi guida: sussidiarietà, solidarietà e sostenibilità.

Sussidiarietà perché in campo economico bisogna favorire innanzitutto l’iniziativa privata, che va promossa, sostenuta e non solo regolamentata e controllata. È chiaro che la produzione di lavoro e di reddito spetta innanzitutto alle imprese e la comunità ha interesse ad avere al suo interno aziende efficienti, competitive sui mercati, sane. Spetta invece al Comune intervenire direttamente solo in quegli ambiti economici in cui il privato non ha capacità o convenienza a operare, innanzitutto adoperandosi in questi casi per facilitare soluzioni di collaborazione tra più imprese, oppure valutando la reale convenienza a produrre direttamente. È un criterio che deve valere anche per le società partecipate dal Comune.

Solidarietà perché la visione di sviluppo economico del Comune deve essere una visione inclusiva, che si pone l’obiettivo di non lasciare fuori nessuno tra i cittadini, dando a ogni persona un’opportunità di partecipare alla produzione e distribuzione di reddito. Per questo le politiche di sviluppo pubbliche devono prestare particolare attenzione a chi ha meno possibilità di entrare con successo nel mondo del lavoro e della produzione e che rischia di essere emarginato dal mercato.

Sostenibilità perché lavorare per il bene comune ci impone di pensare a un modello di sviluppo economico che rispetti la città e il territorio, cogliendo le opportunità della modernità e le sfide del mercato senza pregiudicare il diritto dei nostri figli di vivere in futuro in un ambiente bello, sano e accogliente. Anzi, uno dei compiti di un’efficace politica di sviluppo sarà quello di migliorare l’ambiente che abbiamo ricevuto in dono da chi ci ha preceduto, cercando – gradualmente ma con decisione – di risolvere in modo pragmatico, non ideologico, anche i complessi problemi di inquinamento che in parte affliggono la nostra comunità. Per questo il Comune dovrà prestare attenzione concreta alla relazione tra tutela dell’ambiente e crescita delle imprese, agendo in primo luogo su quegli ambiti (rifiuti, mobilità, efficienza energetica) su cui può intervenire attraverso le aziende da esso controllate.

Ad esempio per fare di Cremona una città attenta a cambiamenti climatici e polveri sottili occorre un vero e proprio Piano Energetico cittadino che punti decisamente su energie rinnovabili ed efficienza energetica, sia per l’edilizia pubblica che per quella privata, che ripensi ad una mobilità sostenibile e che, soprattutto, realizzi alcuni concreti obiettivi che il PAES, il Patto dei Sindaci per l’Energia Sostenibile, permette di raggiungere, a condizione che si partecipi a Bandi europei con progetti validi.

Un’economia di territorio, infine, significa anche un’attenzione in città a quelle esperienze che valorizzano un’idea di consumo attento alla produzione locale e alla qualità del cibo; ad esempio le esperienze dei gruppi di acquisto uniscono famiglie in un’attenzione forte e vantaggiosa alla qualità e all’ambiente.

Scarica pdf ‘Cremona crea lavoro’


Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on Tumblr0Email this to someone

Condividi idee per - Partecipa alla discussione

  • Francesca

    Sarebbe possibile creare un mercato (coperto o scoperto) a ‘ chilometro zero’? Ci sono aree o edifici che si prestano all’uso? il Comune non avrebbe troppi costi di gestione e i produttori non dovrebbero pagare un canone troppo alto per l’affitto dello spazio del banco. Il vincolo per il canone agevolato potrebbe essere proprio il requisito della produzione a km0.

    • Francesca

      non penso ad un mercato in centro, ma ad una nuova area, anche limitrofa