Mettere i giovani al centro delle politiche di sviluppo locale

La sfida del lavoro richiede, innanzitutto, un’attenzione molto particolare: Cremona sta perdendo giovani, anche a causa della difficoltà che hanno a trovare lavoro nel territorio! Mettere proprio loro al centro dell’azione politica per il lavoro significa dare un futuro a tutta la comunità, dando così concreta continuità al progetto di vita per cui molti adulti hanno lavorato in passato o stanno attualmente lavorando. Dare occupazione ai giovani, offrire una chance ai loro talenti per costruire il futuro è anche un modo per rispondere alla crisi delle imprese e, attraverso nuova imprenditorialità innovativa, riaprire così i giochi anche per chi ha perso il lavoro e, non essendo più giovane, ha difficili prospettive di reinserimento.



Da un punto di vista economico e lavorativo, la situazione di Cremona è più grave di quanto alcuni immaginano: molti nostri giovani abbandonano la città, non per opportunità, ma per costrizione. E, nel contempo, non arrivano da fuori giovani che possano portare energie nuove. Spesso quelli che restano fanno fatica a trovare un lavoro adeguato agli studi che hanno fatto. Questa evidenza va contrastata rendendo Cremona attrattiva e in grado di diventare occasione di crescita e di lavoro per i giovani. Ed è questione strategica per tutta la comunità.

Intendiamo dare vita ad un Piano Locale Giovani (PLG). Un PLG non è la semplice somma di iniziative settoriali. Si tratta di mettere in atto politiche generali di sviluppo di una comunità che pongano al loro centro i giovani e il loro protagonismo. Per esempio, riservando un’attenzione particolare alla costituzione di start up di impresa per i giovani, in ogni settore della vita della città: imprese creative e culturali, imprese liutarie, imprese sociali, oltre che nei settori più tradizionali del manifatturiero e dei servizi. Per farlo, occorre imparare dalle migliori pratiche sperimentate in altri comuni e territori italiani. Alcuni comuni o province, per esempio, hanno costituito fondi di garanzia per gli istituti bancari locali, al fine di agevolare l’accesso al credito di imprese di giovani. Oppure hanno promosso concorsi e servizi reali a sostegno della nascita e dello sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, sfruttando anche finanziamenti regionali, nazionali o europei. Ci sono riusciti coordinando l’iniziativa economica privata, d’intesa con le associazioni imprenditoriali e le Camere di Commercio. Si tratta di attribuire al Comune un ruolo di indirizzo e di coordinamento delle iniziative esistenti, riconoscendo però la libertà d’iniziativa privata, con un approccio basato sulla sussidiarietà.

Più in generale, occorre analizzare e cogliere tutte le possibilità offerte dai progetti europei per la promozione dei giovani nel mondo del lavoro, a partire dalla partita relativa allo Youth Guarantee promosso dall’Unione Europea, che andrà esplorata con molta attenzione insieme alle Università, alle altre istituzioni cittadine e alle associazioni di categoria. Per questo occorre implementare un rapporto costante e fortissimo tra istituzioni pubbliche e Università, anche per sperimentare spin off in ambiti strategici per la nostra città. Le Università devono diventare partner a tutti gli effetti per favorire prospettive lavorative per i giovani e per questo quelle presenti a Cremona vanno sostenute, ove possibile sviluppate, e vanno promosse tutte le forme d’integrazione tra le Università e la realtà culturale e produttiva della città.

Occorre dar vita a politiche culturali che abbiano un’attenzione forte ai giovani. Non vogliamo più politiche pubbliche che si sostituiscano all’autonoma creatività dei giovani, in realtà spesso inibendola e schiacciandola. Vogliamo politiche che sostengano, costruiscano un habitat favorevole, riconoscano le energie positive, che autonomamente devono crescere ed anche imparare da sole a sostenersi. Per queste politiche i budget non sono alti, ma sono altissime le risorse di idee, di programmazione, di pazienza, di ascolto e coordinamento, di valorizzazione delle energie che in città sono molteplici e ricchissime.

Nei punti sulla comunità riprenderemo l’idea di un progetto culturale nuovo. Anticipiamo ora il fatto che occorrono progetti che puntino a costruire un progetto culturale capace di realizzarsi durante tutto l’anno e non solo in alcuni periodi, un progetto che sappia animare i luoghi delle periferie della nostra città. Occorrono progetti che sappiano valorizzare giovani professionisti (e non solo), che sull’arte, sulla cultura, sul turismo stanno costruendo una loro capacità di impresa. Devono avere come idea guida quella della valorizzazione delle energie giovani (e non solo) presenti in città ed in particolare delle energie capaci di fare impresa culturale.

Scarica pdf ‘Cremona crea lavoro’


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  • mauro

    Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia a fine dicembre era del 41,6%!!! … mi sembra che dire che si presterà “molta attenzione” al programma europeo youth garantee sia ancora troppo poco. E’ uno strumento che si propone di essere il principale mezzo per ridurre questo rapporto e per l’Italia sono stati allocati ora 530 milioni (http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-14-13_en.htm?locale=en). La misura scelta sembra sia quella degli stage… ma come farà un’amministrazione ad attirare quei fondi sul territorio?

  • Francesca

    Sarebbe possibile attuare una detrazione fiscale per giovani imprese/professionisti che decidono di restare nel territorio di Cremona?

  • Diego Banin

    abbassare la burocrazia sui giovani che vogliono aprire start up

  • giorgio denti

    Mettere i giovani al centro delle politiche di sviluppo locale e non dovrebbe essere nel DNA di una società che guarda al futuro e al progresso. Se ci si guarda dietro non si va da nessuna parte. Chi ha lo sguardo proiettato al futuro sono i giovani, sguardo che andrebbe comunque sempre proiettato al futuro e a ciò che è nuovo e innovativo.
    Dopo questa premessa, condivido quanto espresso nel programma e credo che sia la strada giusta da seguire. Tuttavia se come si dice che si vuole dar vita ad un Piano Locale Giovani dobbiamo dare concretezza al progetto di piano, quindi :
    – aiutare concretamente i giovani a fare impresa mettendo a loro disposizione locali dismessi da parte del comune con affitto nullo per i primi 3 o 5 anni come agevolazione concreta.
    -attraverso un ufficio apposito del comune , che si occupa esclusivamente di intercettare finanziamenti, concorsi, bandi, sia essi europei, regionale o di fondazioni, metterli a disposizione dei giovani che intendano fare impresa.
    -attuare le agevolazioni elencate sopra: credito agevolato, tassazione calibrata per inizio di impresa, ecc.
    -promuovere eventi che suscitino e stimolino IDEE.
    – valorizzare le risorse del nostro territorio dalla green economy a forme nuove di lavoro collocate in una fascia superiore dell’economia, valorizzando idee nuove, competenza e professionalità .
    -promuovere con le imprese esistenti piani di reinvestimento (effettivo) che punti sui giovani.

  • giorgio denti

    Concludo il ragionamento precedente dicendo che sono convinto che le cose che ho detto si possono fare, anche a costi contenuti e si creerebbe così una cittadella del lavoro giovane o per dirla con un linguaggio attuale, la cittadella delle “Start Up”
    Ovviamente il creare un apposito ufficio centralizzato per la ricerca delle risorse vale anche per altri ambiti: cultura , affari sociale, ambiente, ecc. l’importante è che tutto sia centralizzato per evitare lo spreco delle risorse e perché la realizzazione dei progetti abbia un monitoraggio continuo e sistematico.
    Credo che oggi sia arrivato il momento di decidere e che qualcuno se ne prenda le responsabilità . Buon lavori