Le quattro R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Recuperare

L’idea chiave è quella di andare verso il superamento delle pratiche di incenerimento a favore della scelta delle famose quattro R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Recuperare.



L’idea chiave è quella di andare verso il superamento delle pratiche di incenerimento a favore della scelta delle famose quattro R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Recuperare.

Una premessa è indispensabile. Su questi temi vogliamo ragionare con un metodo: esplicitare il criterio di fondo che guida le scelte (e corrisponde ad un’idea di comunità) e mantenere una razionale “concretezza” nell’analisi di dati e di possibili scenari.

Il criterio di fondo è il seguente. Dietro alla questione dei rifiuti sta un modello di società e questo è il tempo di rivedere paradigmi di consumo eccessivo e di spreco ingiusto, cui siamo da tempo abituati. Sappiamo che la scelta chiave, come riconosciuto da tempo a livello europeo e regionale, è quella del ridurre i rifiuti alla fonte. E sappiamo che incenerire significa costruire un sistema bloccato, che difficilmente lascia spazio ad una progressiva azione verso la riduzione dei rifiuti. Per questo la nostra direzione di marcia è quella della chiusura dell’inceneritore a vantaggio di strategie di riduzione, di riciclo e di riuso.

Ci proponiamo di analizzare con cura dati e piani economici, in considerazione delle direttive europee, nazionali e regionali sulla riduzione dei rifiuti e sulla costruzione di un piano rifiuti con dimensione sovraregionale. Occorre puntare su una raccolta differenziata sempre più ampia e verificare il piano industriale relativo con una logica sovra-territoriale. Cremona è una delle ultime città in provincia per raccolta differenziata: questo primato spiacevole deve cessare. Ci impegniamo fin da subito ad un piano di raccolta differenziata che porti Cremona ai buoni livelli di raccolta della provincia e a continuare i piani di raccolta differenziata che iniziassero (con non poco ritardo) nei mesi precedenti alle elezioni. Le esperienze di raccolta differenziata testimoniano che il livello di tassazione è più basso rispetto a quello in luoghi dove non c’è.

Riguardo ai rifiuti urbani residui (RUR) la strategia di riduzione dei rifiuti alla fonte porterà ad una loro diminuzione. Ma occorre pensare anche ad ulteriori trattamenti con impianti di Trattamento Meccanico-Biologico (TMB), sperimentati in altre città e certo molto meno costosi e più elastici dell’inceneritore. Inoltre nel piano industriale necessario è indispensabile un’analisi puntuale sul sistema di teleriscaldamento e su come riorganizzare il sistema di produzione di calore, oggi garantito in parte dal termocombustore (accanto ad una parte di produzione di energia elettrica). Sarà l’occasione per una revisione complessiva del tema del teleriscaldamento anche per quanto concerne il costo delle utenze.

Occorre, in ogni caso, avviarsi ad una tariffazione puntuale: la tassazione sui rifiuti deve essere commisurata all’effettiva produzione di rifiuti, per incentivare comportamenti sempre più responsabili da parte di noi cittadini. A proposito serve un cambiamento di mentalità che riguarda tutti noi, l’amministrazione intera e la aziende controllate e/o partecipate che si occupano di raccolta rifiuti. La riduzione dei rifiuti passa anche attraverso un lavoro a monte, insieme ad associazioni di comuni e in rete con altre esperienze nazionali per promuovere una riduzione degli imballaggi.

A valle possiamo sostenere invece un’economia del recupero dei rifiuti come materie prime seconde. In un’Italia carente di materie prime e in un futuro, già iniziato, di competizione mondiale per accaparrarsi risorse a prezzi più bassi , la prospettiva economica dei “Distretti del riuso” dei materiali avrà un rilievo crescente nel sistema industriale locale e nazionale.

Perseguendo e realizzando concretamente e progressivamente anche a Cremona le quattro R, pensiamo sia giusto che l’Amministrazione Comunale deliberi di associarsi alla Strategia Rifiuti Zero.

Infine sottolineiamo il fatto che occorrono immediatamente politiche sovra-territoriali, che vedano Cremona protagonista in un piano più ampio regionale e sovraregionale di smaltimento dei rifiuti. Occorre avere un piano di lavoro condiviso, innanzitutto in provincia, che porti ad uniformare le prassi di raccolta e di smaltimento a favore di metodi sostenibili e innovativi. In generale dobbiamo favorire tutte le forme innovative di smaltimento dei rifiuti che si stanno preparando nel territorio o potranno nascere in futuro.

Scarica pdf ‘Cremona territorio smart’


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  • Marco

    Mi è capitato di leggere questo interessante articolo al seguente link (spero sia visibile a tutti): http://saperi.forumpa.it/story/75101/eu-2020-strategia-rifiuti-zero-capannori-buon-esempio-italiano?utm_source=newsletter&utm_medium=FORUMPANET&utm_campaign=MAILUP#.UuFREBAuJpg

    Una soluzione al problema rifiuti è possibile e deve essere una priorità, ma richiede la partecipazione di tutti, a partire dai singoli cittadini (anche i più scettici a riguardo).

    • ilDaniele72

      L’esperienza di Capannori è eccellente nella raccolta ma non lo è altrettanto nel riciclo: sono più di dieci anni che non riescono a collocare nel proprio territorio un impianto di compostaggio. Quindi ogni giorno l’organico raccolto a Capannori va all’impianto di compostaggio di Montespertoli, che si trova in un’altra provincia e dista 60 chilometri. Non mi pare né molto ecologico né molto economico….
      Tutte le altre tipologie di raccolta (organico, multi materiale, indifferenziato) vengono avviate a riciclo o a smaltimento in altri comuni.

      • MB01

        Non sono molto d’accordo sull’affermazione che Capannori non è eccellente
        nel riciclo dei rifiuti. Potrebbe non esserlo in termini assoluti, ma nel 2012
        il 72,33% dei materiali raccolti con il sistema porta a porta è stato
        recuperato, il che lo pone tra i primi comuni del centro Italia in rapporto
        alla popolazione residente.

        È vero che attualmente non sono ancora riusciti a individuare un sito
        idoneo per l’impianto del compostaggio, causa divisioni politiche che hanno
        frenato l’iniziativa, ma il comune ha previsto sgravi fiscali per chi decide di
        praticare il compostaggio domestico. Se è vero che può non sembrare molto
        ecologico ed economico portare l’organico a Montenspertoli, l’iniziativa del
        comune ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di 4.888 tonnellate di
        anidride carbonica (http://www.comune.capannori.lu.it/node/13865). Questo si spiega
        con il fatto che i rifiuti sono calati di molto in quantità ( -30% in dieci
        anni) ed è anche aumentata la quantità di materiale che viene recuperata;
        inoltre dal 2009 la raccolta viene effettuata utilizzando mezzi a metano e
        anche elettrici. Il processo ha inoltre il valore aggiunto di aver aumentato la
        coscienza ecologista della comunità, avviando un ciclo virtuoso per il recupero
        dei materiali: nel 2011 infatti è stato aperto il “Centro del riuso” che
        recupera materiale da ridistribuire alle fasce più deboli della popolazione.

        Concordo pienamente con quanto detto da Marco e aggiungo che da queste
        esperienze viene alla luce il fatto che attuare queste strategie a livello
        consortile, piuttosto che di singolo comune, può portare a benefici sia in
        termini ambientali che economici per la propria società.

  • ilDaniele72

    Come elettore e lettore del quotidiano “la Repubblica” ecco alcune domande giusto per capire a chi andrà il mio voto prossimamente.

    1 in quale documento Europeo è scritto che i termovalorizzatori devono chiudere?
    2 come si pensa di gestire le 46896 tonnellate di rifiuto urbano (escludendo il rifiuto speciale e il ROT) non riclabile previste nel 2020?
    3 come si pensa di rimpiazzare l’apporto che il Termovalorizzatore fornisce al Teleriscaldamento?
    4 che alternativa documentata e non sperimentale si propone al Termovalorizzatore?
    5 questa alternativa riesce a gestire la stessa quantità di rifiuto, assicurando la stessa affidabilità e sostenibilità economica?
    6 questa alternativa rispetta il criterio di prossimità?
    7 è vero che l’obbiettivo del piano di gestione dei rifiuti provinciale punta al 90% di recupero energia e materia?
    8 chi finanzia le alternative al Termovalorizzatore (gestione del teleriscaldamento e del rifiuto)?
    9 è vero che nel trattamento meccanico biologico solo il 2,7% viene recuperato (recupero di materia) mentre il 59% finisce in discarica e il 21,9 in un Termovalorizzatore?
    10 è vero che l’Europa punta a discarica 0?

  • StralisTeo

    L’esempio di Capannori mi sembra un’ottima linea guida che molti comuni italiani dovrebbero seguire. Solo attraverso questo minuzioso sistema sarà possibile riciclare praticamente quasi tutto senza l’obbligo dell’utilizzo di eventuali inceneritori. Vorrei fare solo una precisazione sul trasferimento dei rifiuti da Capannori a Montespertoli: come autista mi capita spesso di girare zone della toscana tra Pisa, Lucca, Firenze, Livorno e di incontrare spesso sulle strade toscane i mezzi delle aziende che si occupano del trasferimento di rifiuti tra i vari comuni. Per la stragrande maggioranza dei casi si tratta di veicoli con motorizzazioni Euro 4-5-EEV con emissioni ambientali sensibilmente ridotte rispetto ad altri tipi di motorizzazioni.
    Alcuni mezzi della società Ascit utilizzano motorizzazioni solo a metano, quindi impatto ambientale pari a zero.
    Per quanto riguarda i trasferimenti, la logistica sta utilizzando sistemi di trasporto a basso impatto ambientale sia per l’organico, sia per vegetali ed olii vegetali/esausti; i dispositivi impiegati sono, per legge, vincolati a severe norme di trasporto inerenti il comparto.

  • StralisTeo

    Recentemente su famiglia cristiana ed altri 2 giornali ho trovato questo articolo… è molto interessante e potrebbe riguardare la città di cremona. http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/In-Abruzzo-il-progetto-pilota-Refolo-che-abbatte-la-Tares-fino-al-50_32642424810.html