Fare di Cremona una città europea e internazionale

Occorre affermare Cremona nei network internazionali del sapere e della produzione. Cremona può e deve diventare attore a livello europeo, mettendo in atto progetti concreti che possano inserire sempre più la città nelle nuove dinamiche internazionali, valorizzando in tutto il mondo alcune sue peculiarità ed eccellenze: la liuteria, l’agro-alimentare, le sue infrastrutture e conoscenze nel settore ICT (Information and Communication Technologies) e l’essere affacciata sul grande fiume Po.



Perché Cremona produca lavoro occorre individuare insieme le priorità sulle quali investire le risorse del territorio, al fine di riportare la città nel cuore delle dinamiche di sviluppo mondiale. Per questo occorre partire dalla nostra storia e valorizzare le nostre eccellenze, puntando su progetti chiari e fattibili, intorno ai quali chiedere a tutta la città coesione d’intenti e uno sforzo collettivo per la realizzazione.

Dalle analisi e dal confronto svolti con attori del territorio, emergono quattro grandi progetti su cui riteniamo sia prioritario puntare e investire risorse.

a) Progetto “Cremona capitale mondiale degli strumenti ad arco”

Il fatto di essere stata la patria degli Amati, dei Guarneri, degli Stradivari, vedere la presenza oggi di 150 botteghe liutarie artigiane, essere conosciuta in tutto il mondo per i suoi violini fa di Cremona un luogo unico nel mondo, la cui eccellenza è stata anche sancita dall’UNESCO, che nel dicembre 2012 ha iscritto il “saper fare tradizionale del violino a Cremona” nella lista rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Cremona deve saper rafforzare questa leadership e trasformarla non solo in una fonte di orgoglio, ma in un volano per l’economia dell’intera città, così da promuovere il lavoro. La sua produzione di qualità esportata nel mondo, la ricchezza delle realtà liutarie, la presenza di MondoMusica, fiera internazionale degli strumenti ad archi artigianali, l’eccellenza internazionale del Museo del Violino, con le sue collezioni e i suoi laboratori, le esperienze di alta formazione musicale, la presenza di realtà universitarie sono asset che possono sviluppare ancora più energia produttiva, se valorizzati come sistema locale.

La liuteria cremonese, infatti, è una realtà culturale e produttiva che può ulteriormente crescere, a patto che si consolidi un «sistema Cremona» intorno alla costruzione di strumenti ad arco, fatto di analisi storica, di promozione dei prodotti artigianali contemporanei, di eventi musicali e culturali, di ricerca e studio sul suono e sui materiali, il tutto con una forte propensione internazionale.

E’ dunque necessario condividere tutti insieme una consapevolezza progettuale, che necessita d’una regia alta e propositiva: le parole chiave sono cultura, ricerca, alta formazione, impresa. In tale progetto, infatti, un contributo determinante può derivare dal coniugare la tradizione con la cultura della ricerca e dell’innovazione, contributo che possono dare le Università presenti sul territorio. La liuteria è un vettore per internazionalizzare la città, perché permette di aprirla a turisti, musicisti, studenti e ricercatori stranieri e la presenza di queste forze nuove, giovani e qualificate, anche di altri paesi, rappresenta un enorme traino per tutta la città.

Perché Cremona possa rendere la liuteria uno dei motori dello sviluppo complessivo occorre avere un piano completo e generale, che coinvolga aspetti culturali, formativi, produttivi, imprenditoriali, urbanistici ampi e coerenti. E occorre rendere manifesta la scelta per una liuteria di eccellenza, che ci renda davvero unici al mondo. Occorre pensare a Cremona come centro internazionale, centro di eccellenza culturale e di formazione specialistica, centro di ricerca, centro d’impresa legata a queste caratteristiche. Solo con un progetto completo potremo avere la pretesa di accedere a ulteriori finanziamenti privati, a fondi provenienti da bandi, a contributi consistenti e continuativi nel tempo di turisti, musicisti, professionisti che si avvalgano delle offerte formative proposte a Cremona, in modo unico al mondo per completezza e originalità.

Centro naturale di questo sistema deve essere sempre più il Museo del Violino (Mdv), generosamente voluto dalla Fondazione Arvedi-Buschini e oggi gestito dalla Fondazione Stradivari, che è presieduta dal sindaco della città. Un Museo eccezionale, perché concepito non solo come luogo di memoria storica, ma anche di rilancio e vita nell’ascolto della musica e laboratorio nella sua interezza: i suoi laboratori scientifici e l’Auditorium sono l’elemento distintivo che razionalizza il sistema di produzione e diffusione della conoscenza liutaria cremonese. Il Museo del Violino può diventare in futuro qualcosa di ancora più importante: il centro mondiale per la catalogazione di materiali, biblioteca mondiale e centro di ricerca sulla liuteria, capace di attirare da tutto il mondo ricercatori e musicisti.

L’interazione del Mdv con il resto del sistema museale cremonese può rappresentare un’occasione per un rilancio generale dell’importante storia museale della città. E’ evidente poi che il sistema museale complessivo deve saper interagire con l’organizzazione di eventi del calendario cittadino, come il Festival Claudio Monteverdi, piuttosto che il più recente Festival Le corde dell’Anima, o anche con eventi turistici importanti come la Festa del Torrone, che rappresentano momenti rilevanti per la vita culturale e l’animazione turistica di Cremona, capaci di portare in città moltissime persone in alcuni periodi dell’anno.

Un’altra componente essenziale del sistema cremonese è la Scuola di Liuteria A. Stradivari, scuola già oggi di eccellenza e caratura internazionale, per la quale occorre valutare la convenienza a dotarla in futuro di un ordinamento diverso rispetto a quello di scuola secondaria superiore, a cui abbinare altre attività formative nel campo della costruzione, restauro e analisi degli strumenti ad arco, anche attraverso corsi di aggiornamento e master di specializzazione internazionale. Questo permetterebbe di valorizzare anche i corsi realizzati negli ultimi anni presso Cr.Forma, promuovendo un polo unico di formazione nel settore liutario e musicale, di carattere fortemente internazionale, che sviluppi sinergie con le università, con Musicologia e Ingegneria, coinvolga anche l’attività di organizzazione di master class per musicisti, sappia dialogare con il territorio provinciale per costruire legami e alleanze strategiche. È da sottolineare, infatti, come Cremona sia diventata nel tempo anche un luogo di perfezionamento musicale per strumentisti, grazie alle master class organizzate dalla Fondazione Stauffer e dal “Cremona Summer Festival”, che portano in città studenti e giovani artisti provenienti da tutto il mondo. L’alta formazione è una delle nostre vocazioni. Per questo occorre trovare accordi con istituzioni internazionali (grandi orchestre e scuole e conservatori) per rendere Cremona centro ospitale per maestri, musicisti e ricercatori di tutto il mondo. Proprio a partire da una progettualità forte su questi temi occorre formulare un progetto ambizioso, che preveda la ricerca di fondi pubblici e privati per la costruzione a Cremona di un nuovo campus di formazione universitario ove ospitare studenti, musicisti, ricercatori, e in cui potrebbero trovare ospitalità sia le attività dedicate alla formazione liutaria e musicale, sia altri corsi universitari attualmente ospitati in edifici pubblici non del tutto adeguati. Tale progetto, di orizzonte non breve, potrebbe attuarsi in uno dei contenitori attualmente inutilizzati nel centro di Cremona. È chiaramente una scelta onerosa, tuttavia doterebbe Cremona di una struttura strategica. Nel bilancio complessivo di una simile operazione, occorre considerare che le persone che frequentano questi corsi restano in città non per un giorno, ma per periodi di tempo lunghi e la eco dell’eccellenza di proposte e attività rappresentano volano per l’intera città, aiuto allo sviluppo e al lavoro. In questo contesto si inserisce anche la presenza del nostro Istituto Superiore di Studi Musicali “C. Monteverdi”. È per noi una sfida: facendo leva sul rilancio complessivo della città, seguiamo con estremo interesse le proposte di statalizzazione, ma ci diamo anche un orizzonte temporale entro il quale verificare la fattibilità del progetto.

Certamente, Cremona è conosciuta nel mondo come capitale della liuteria contemporanea anche per l’appuntamento fieristico di MondoMusica, che è esperienza ricca e fruttuosa e, in accordo con le altre realtà del sistema liutario, può rappresentare sempre di più un traino importante per tutto il mondo della liuteria e della musica in generale.

Contemporaneamente Cremona deve continuare a coltivare un tessuto musicale alto, diffuso, a partire dalle scuole. Esperienze consolidate di formazione musicale sono da incentivare, appoggiare, aumentare. Esperienze di concorsi per cori amatoriali, gruppi musicali (compresi gruppi giovani) possono rappresentare un altro volano di crescita culturale. Si tratta di esperienze presenti all’estero, sperimentati anche in Italia, in parte provati anche a Cremona. L’idea di inserirsi in circuiti ed esperienze già consolidate è scelta di efficienza. Il sostegno economico, che veda la partecipazione degli attori pubblici e privati, in generale è compensato dal ritorno in presenza turistica nei giorni dei concorsi.

Un’attenzione particolare merita l’imprenditorialità liutaria. Occorre pensare in città a un progetto di promozione e accelerazione per imprese di giovani legate alla liuteria e alla musica, agevolando lo start-up di botteghe per giovani liutai talentuosi, ma promuovendo anche ulteriori iniziative imprenditoriali giovanili nell’ambito creativo e culturale, anche nell’ambito di servizi legati al mondo della musica e della liuteria. Questo progetto deve comprendere anche l’individuazione di spazi opportuni, legati al campus universitario cui abbiamo già fatto riferimento. E ancora una volta questo progetto si può sviluppare aprendosi ulteriormente ad attività come il restauro e la costruzione di altri strumenti.

Condizione necessaria, però, di tutto questo progetto è che la liuteria cremonese confermi la sua vocazione a realizzare prodotti artigianali di alta qualità. È pertanto da sostenere la politica di certificazione d’origine e di processo artigianale che la Camera di Commercio sta conducendo con il marchio Cremona Liuteria. La verifica della provenienza dei materiali di costruzione, il controllo delle procedure di lavorazione e l’origine cremonese della lavorazione sono i punti di forza di tale certificazione. Certamente per un prodotto come il violino la soggettività della creazione artistica resta al centro della costruzione dello strumento, tuttavia strumenti come la certificazione del processo artigianale consentono di creare un contesto di valorizzazione dell’eccellenza di cui Cremona ha bisogno. Oggi la presenza presso il MdV dei laboratori di ricerca del Politecnico e dell’Università di Pavia rappresenta un’opportunità unica per arrivare finalmente ad avere ciò di cui la città ha estremo bisogno: una valorizzazione forte e oggettiva del lavoro eccellente dei liutai cremonesi e la possibilità di supportare la loro ricerca costante della qualità costruttiva.

b) Progetto “Cremona centro internazionale della ricerca e produzione agricola, zootecnica e alimentare”

La posizione centrale nella food-valley italiana, ma soprattutto il tessuto unico di imprese, i centri di ricerca pubblici e privati, le università, le strutture associative, i consorzi e gli enti e servizi pubblici dedicati alle filiere agricole e zootecniche e alla produzione alimentare rendono Cremona un luogo ideale per produrre alimenti di qualità. Cremona deve promuovere ancora di più questa sua vocazione a livello internazionale, proponendosi come attore mondiale delle filiere alimentari.

In particolare, il settore agroalimentare basato sulla filiera foraggero zootecnica ha caratterizzato lo sviluppo del territorio cremonese da moltissimo tempo e rappresenta per noi una realtà di punta, sulla quale costruire anche lo sviluppo economico futuro.

Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), la Fondazione AVANTEA, le strutture della Fiera di Cremona, il centro dell’Associazione Nazionale Allevatori di Frisona (ANAFI), la sede operativa del Laboratorio Genetica Servizi (LGS), la Sede dell’Università Cattolica di Cremona con il Centro Ricerche Biotecnologiche e il centro di Microbiologia (CRB), la sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale sono i nostri punti di forza. A queste realtà va aggiunta la presenza dell’ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, realtà di riferimento nazionale nell’ambito della scienze e professioni veterinarie.

Le realtà qui ricordate rappresentano da un lato enti all’avanguardia nel mondo per la ricerca e l’innovazione, dall’altro centri di servizio importanti per il mondo delle imprese. La ricchezza dei laboratori di ricerca, pubblici e privati, presenti sul nostro territorio va assolutamente preservata e mantenuta. Occorre combattere la battaglia a tutti i livelli amministrativi e politici per mantenere questa risorsa nel nostro territorio, perché siamo convinti che sia un bene per noi e per l’intero sistema produttivo e di ricerca italiano: ci sembra importante e utile per il nostro territorio e per tutto il paese che Cremona continui ad essere centro all’avanguardia e rafforzi il suo ruolo locale e nazionale.

Intorno a Cremona si stendono poi esperienze di agricoltura d’avanguardia, allevamenti e campi di qualità. Alla tradizione nella produzione di latte e formaggio si è sommata un’importante rete di allevamenti suini e di stabilimenti per la trasformazione di questi alimenti. Tra i protagonisti di questo mondo vi è un sistema di cooperazione dell’agroalimentare sviluppato, consolidato e capace di produrre innovazione.

Cremona, però, non è solo centro di produzione di latte, carne e formaggio: esiste in città e nel cremonese una presenza oramai consolidata e con forte propensione internazionale anche nel settore dolciario (torrone, caramelle, cioccolato, prodotti da forno e altri prodotti affini) che fa di Cremona un centro di produzione ed esportazione molto importante, tra i primi in Italia.

Occorre difendere e promuovere questo sistema cremonese della ricerca e produzione agro-alimentare, costruire attorno ad esso una rete di relazioni e alleanze anche internazionali, consolidare e rilanciare intorno a questo sistema un progetto di sviluppo centrato sulla ricerca dell’eccellenza a livello internazionale. Un progetto di sviluppo che generi lavoro qualificato e ricchezza per la città e, con la leadership di Cremona, per l’intera provincia.

Per realizzare concretamente questo progetto davanti a noi c’è un’opportunità strategica fondamentale, che si chiama Expo Milano 2015. Gli attori locali, sotto la guida della Camera di commercio, nel dicembre 2013 hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a organizzare a Cremona corsi di formazione internazionale per manager, imprenditori, ricercatori nell’ambito agro-alimentare e della sicurezza alimentare. È un progetto ambizioso, che con la collaborazione delle Università porterà in città – tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2015 – un migliaio di esperti e operatori mondiali dei settori agricoli e alimentare e che potrebbe essere l’inizio per la creazione, da parte dell’Università Cattolica, di una Scuola di Alta Formazione in Sicurezza Alimentare con sede permanente nella nostra città. È un treno che la nostra comunità non può perdere, perché consoliderebbe definitivamente Cremona quale centro mondiale dell’agri-food industry. Tra i possibili destinatari di questi corsi ci sono anche dottorandi di ricerca e giovani ricercatori delle università straniere, in particolare dei paesi emergenti, che diverranno presto parte della classe dirigente dei loro paesi. Offrire corsi di alta formazione residenziali a Cremona diventa così un biglietto da visita importantissimo per tutta la città.

Davanti a questa sfida, il Comune può porsi l’obiettivo di consolidare le esperienze di formazione già collaudate e di sviluppare quelle nuove, creando un sistema territoriale integrato per la ricerca e la formazione in agricoltura di alto livello, allargandone le competenze anche al settore alimentare. In questo caso la sinergia pubblico-privato e la contribuzione degli utenti di questi servizi formativi sono le risorse alle quali attingere: logisticamente, per le azioni di interscambio di studenti (per completare la formazione) e operatori (per momenti di aggiornamento); finanziariamente, per raggiungere insieme «masse critiche» per la realizzazione a Cremona di importanti eventi e per la promozione in Europa e nel Mondo del sapere prodotto a Cremona.

Anche in questo caso, però, bisognerà pensare a dotare la città di strutture ad hoc per ospitare in futuro costantemente studenti e lavoratori, ricercatori e manager legati ai laboratori e al sistema della ricerca. È un obiettivo da perseguire nel medio termine, trovando finanziamenti pubblici e privati che possano servire a ristrutturare uno dei grandi contenitori urbanistici vuoti presenti in città, che potrebbe essere condiviso con le attività internazionali immaginate per la liuteria e la musica.

Il punto di partenza per realizzare tutto ciò è ascoltare tutte le realtà locali del settore agro-alimentare, capire ciò di cui hanno bisogno nell’immediato e condividere con loro un progetto di sviluppo integrato. Per farlo è necessario che l’amministrazione comunale favorisca sinergie tra questi enti e costruisca progetti in grado di avere una massa critica sufficiente ad attrarre bandi e finanziamenti di livello regionale, nazionale ed europeo. Gli attori delle filiere agricole, zootecniche e alimentari devono poter trovare nell’amministrazione un interlocutore competente e pronto a intervenire per appoggiare politicamente piani e strategie anche ambiziosi, nel nome del bene comune della città.

c) Progetto “Cremona città digitale e smart”

Fare di Cremona una città digitale e “smart” (intelligente) significa avere un progetto chiaro che veda nelle tecnologie informatiche, promosse insieme dal privato e dal pubblico, strumenti essenziali di sviluppo di imprenditoria, crescita di servizi, ma anche gestione efficiente di processi pubblici e privati e di rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini.

La realtà attuale è la presenza a Cremona di una serie importante di piccole e medie imprese del settore digitale, del Politecnico con il suo corso di laurea in ingegneria informatica e di una preziosa infrastruttura pubblica di connessione a banda larga (la rete in fibra ottica di AemCom).

Questi ingredienti sono un buon punto di partenza per pensare a un progetto fattibile di ulteriore sviluppo, capace di migliorare la vita dei cittadini, di rafforzare la competitività delle imprese e di generare nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Ancora una volta, però, la sfida è creare condizioni di contesto favorevoli perché tutto questo possa accadere. Per fare di Cremona una terra di ICT (Information and Communication Technology) è importante costruire occasioni in cui mettere in sinergia le risorse del settore, perché possono nascere progettualità nuove e possano essere intercettate anche opportunità di finanziamento nazionali ed europei. Puntare su questo settore ha come primo significato, molto concreto e immediato, quello di mantenere posti di lavoro a Cremona, facilitando logisticamente e burocraticamente le imprese che a Cremona già lavorano nei settori ad alta tecnologia e nell’ICT.

Il primo obiettivo che il Comune deve assumere è favorire l’avanzamento immediato del progetto del Polo Tecnologico a Cremona, lavorando innanzitutto con le imprese che hanno dato vita al consorzio CRIT per dotarle di una sede efficiente e dando loro risposte concrete. E con loro e con altre imprese che dovessero essere interessate, con le Università e con AemCom si deve perseguire poi un’altra parte essenziale del progetto originale: far partire nuove start-up di giovani imprenditori su business connessi all’ICT e aiutare le imprese esistenti ad ampliare ulteriormente il loro campo di azione, mettendole al servizio di progetti per rendere Cremona davvero una “smart city” europea.

Cremona “Smart city” (città intelligente) significa una città che sa pensare a se stessa, riconoscere i suoi punti di forza e le sue debolezze, immaginare il suo futuro: per questo sa costruire partecipazione, sa usare tutti gli strumenti nuovi, intelligenti, rendere efficienti processi e pratiche, aiutare e semplificare la vita a noi cittadini.

Riportiamo di seguito alcuni esempi possibili di soluzioni “smart” basate sull’ICT, che sono stati applicate in molte città e possono esserlo anche qui da noi (perché abbiamo tutte le possibilità e il know-how per farlo):

– per applicazioni turistiche, con proposte, direttamente sugli smart-phone e tablet dei turisti, di pacchetti possibili di percorsi in città, georeferenziati con indicazione culturali e commerciali;

– nei servizi ai cittadini, ad esempio con soluzioni informatiche per inviare su cellulare, tablet e pc gli avvisi di scadenze importanti nel rapporto con la pubblica amministrazione;

– per il commercio locale, con un portale unico per le attività commerciali, connesso a percorsi turistici e proposte culturali;

– per implementare lo SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), costruendo pacchetti e procedure informatiche per la semplificazione delle interazioni delle imprese con le pubbliche amministrazioni;

– per l’ambiente e la salute dei cittadini, implementando un sistema di raccolta dati efficiente, trasparente e fruibile sulla situazione dell’aria, sulla salute, sull’acqua;

– per raccogliere dati utili alla gestione della città, creando data base aggiornati in tempo reale, in diversi settori della vita pubblica, che permettano di prendere decisioni politiche efficaci e consentano anche una trasparenza nei confronti dei cittadini;

– per aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, usando il web per rendere trasparenti processi decisionali e analisi inerenti la città e così permettere ai cittadini di conoscere per decidere;

– per aumentare la sicurezza dei cittadini, attraverso un sistema di controllo e sorveglianza in remoto.

– per gestire la mobilità, usando strumenti informatici per la raccolta dati sul traffico in città, per la gestione dei trasporti pubblici locali (ad esempio per il trasporto a chiamata), per lo studio dei flussi di traffico, per la gestione delle soste;

– per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti, attraverso l’impiego di microchip;

– per incrementare l’efficienza energetica della città, connettendo i sistemi energetici e di illuminazione delle strade, degli edifici pubblici e degli edifici di nuova generazione a centraline di controllo e misurazione.

d) Progetto “Cremona città del Po”

Cremona è una città di fiume ed è nata, in epoca romana, proprio per la sua localizzazione lungo il fiume Po. Eppure il fiume, oggi, è per lo più solo un elemento del paesaggio e una fonte di svago per quei cittadini che lo navigano sulle barche a fini sportivi o ricreativi. Tuttavia il Po può essere ben di più per la città. Può divenire una preziosa risorsa, alla pari di quanto è avvenuto per molte altre città europee nate e sviluppate lungo grandi fiumi.

Ciò è possibile, però, se Cremona sceglie con determinazione di dotarsi di un progetto per lo sviluppo del suo rapporto con il grande fiume. Cinque sono le grandi questioni alla base di questo progetto:

a) riscoprire la dimensione sovra-territoriale della questione del fiume e candidare Cremona a svolgere un ruolo protagonista nelle politiche di sviluppo dell’intero bacino interregionale del Po;

b) considerare Cremona profondamente inserita dentro il suo territorio naturale, che è essenzialmente territorio fluviale, e intorno a questa sua dimensione costruire progetti di sviluppo ambientale;

c) riconoscere che la questione della tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale è strettamente connessa allo sviluppo economico e culturale dell’intero territorio;

d) sostenere nel medio periodo una più forte azione di risanamento dell’area Tamoil e nel lungo periodo, di fronte al rischio di decremento demografico della città, contribuire a salvaguardare la presenza delle Società Canottieri e il numero degli utenti come importante presidio di vitalità sociale;

e) compiere i passi necessari perché il Po diventi una via d’acqua per il trasporto delle merci e dei passeggeri, valorizzando gli investimenti già fatti del porto fluviale e in tema di navigabilità del fiume, secondo principi di convenienza economica e di sostenibilità.

Proponiamo innanzitutto un progetto complessivo, chiamato “Progetto di bacino del Po”, da realizzare attraverso uno strumento sperimentato in altre realtà europee, ovvero lo strumento del “contratto di fiume”. Si tratta di rendere Cremona e la sua amministrazione, nel rispetto delle diverse competenze gestionali che riguardano il bacino, capaci di trainare un movimento vasto di riqualificazione e rilancio del fiume, che interessi innanzitutto le province lombarde ed emiliane, per poi coinvolgere anche le altre Regioni che si affacciano lungo il Po. Cremona, posizionata perfettamente al centro del grande bacino del fiume, fatto di due sponde e di un territorio vasto che coinvolge più regioni, deve tornare ad essere protagonista della vita del Po.

In particolare, intorno alla questione dell’acqua occorre costruire un’attenzione generale al territorio, promuovendo la cooperazione tra pubblico e privato su due grandi temi:

– la lotta contro il dissesto idrogeologico, attraverso la tutela e salvaguardia costante del nostro territorio. In particolare, il tema dell’assetto del sistema dei canali intorno a Cremona va seguito con attenzione da parte della amministrazione, perché si tratta di manutenere bene il territorio e quindi di prevenire possibili danni al paesaggio, alle persone e alle proprietà e attività economiche;

– l’attenzione al Po e la tutela della sua originalissima bellezza naturale. Intorno al fiume si snoda l’attenzione cruciale al tema dell’acqua, legato anche al tema di un’irrigazione di qualità e quindi di un’agricoltura di qualità. Occorre favorire progetti di valorizzazione di tutti i corpi idrici. Occorre valorizzare tutte le azioni che puntano sulla balneabilità del fiume. Occorre puntare su percorsi di riqualificazione del fiume, che facciano emergere tutta la sua potenzialità naturalistica e la sua profonda capacità attrattiva anche rispetto a nuove tipologie di turismo, che occorre intercettare.

Sottolineiamo il fatto che le prospettive indicate si inseriscono nelle linee di sviluppo europee “202020” e in particolare nei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) dell’Unione europea e nelle indicazioni regionali. Anche in questo ambito, occorre pertanto seguire costantemente bandi regionali, nazionali ed europei. Ma occorre anche saper che si tratta di progetti, ai quali poter accedere attraverso un coordinamento di molti soggetti, che lavorano sul fiume e attraverso una leadership istituzionale forte.

Proprio all’interno di questa forte progettualità sul nostro fiume, vogliamo sostenere la proposta di “VenTo”, la pista ciclabile da Torino a Venezia progettata e sostenuta dal Politecnico di Milano e crediamo che Cremona debba essere protagonista di questo progetto, che ha un altissimo valore simbolico, ma anche pratico. Infatti, si tratta di una pista ciclabile, ma non è solo quello: riassume in sé un progetto di crescita, un’idea di sviluppo, una prospettiva di futuro. Unisce territori diversi, unifica in uno sforzo comune le due rive del fiume dentro il bacino di fiume, restituisce al Po la sua importanza naturalistica e ambientale, rappresenta un’idea di turismo intelligente, moderno, capace di attrarre persone da tutto il mondo.

Se ripensiamo all’idea di Cremona culla mondiale degli strumenti ad arco, se ripensiamo a Cremona eccellenza nel mondo sull’agroalimentare, se immaginiamo le società Canottieri coinvolte in questa partita, se riconosciamo che lungo questa pista ciclabile le persone (anche cremonesi, milanesi, delle città vicine e di paesi europei e del mondo) troverebbero un panorama ambientale affascinante e proposte artistiche e culturali e gastronomiche uniche, capiamo perché valga la pena che Cremona si proponga come centro di questa progetto e si impegni affinché si realizzi.

Scarica pdf ‘Cremona crea lavoro’


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  • marco verani

    Un ulteriore esempio oltre a quelli citati e’ Horizon2020.

    Horizon 2020 (http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/find-your-area) e’ un’opportunita’ imperdibile per internazionalizzare Cremona e per riattivare le sue energie disperse.
    E per fare questo servono “consapevolezza progettuale” ed una “regia propositiva”.

    Immaginiamo ad esempio un progetto che coinvolga tutte gli attori eccellenti della filiera agroalimentare cremonese e che risponda ad una di queste calls –> http://ec.europa.eu/research/participants/portal/doc/call/h2020/common/1587800-09._food_sc2_wp_2014-2015_en.pdf.

    Certamente bisogna lavorare sodo per preparare un progetto competitivo. Ma i presupposti di eccellenza sul nostro territorio ci sono. Cosa serve? Certamente la disponibilita’ degli attori del mondo agroalimentare a mettersi in gioco, ma fondamentale il coordinamento ed una regia competente in grado di costruire un network tra tutti gli enti coinvolti ed una visione d’insieme a medio-lungo termine.

  • mauro

    Proprio in questi giorni sono uscite le call per il nuovo programma europeo Erasmus+…. A Cremona non credo ci siano già enti certificati ECHE (ErasmusCharterHigherEducation), ma potrebbe essere un’occasione per favorire la mobilità di studenti e ricercatori, un primo passo per “rendere un centro internazionale” nostra città.
    Qui la call in italiano: http://new.eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:JOC_2013_362_R_NS0004&from=EN
    qui le linee guida del programma http://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/documents/erasmus-plus-programme-guide_en.pdf

  • marco verani

    Contratti di Fiume: http://www.contrattidifiume.it/.

    Gestione partecipata e condivisa del nostro fiume Po per preservarlo e valorizzarlo.

    Qui esempi di contratti di fiume in Francia, in Belgio ed in alcune regioni italiane (in particolare Piemonte): http://www.provincia.torino.gov.it/ambiente/file-storage/download/ris_idriche/pdf/capitolo_2.pdf

  • Lorenzo

    La questione della mobilità urbana è, oggi più che mai, centrale. Occorre ripensare radicalmente il sistema di trasporto, favorendo realmente la mobilità dolce, a tutti i livelli. Bike sharing a tariffe economiche, piste ciclabili in tutte le strade, rastrelliere, sistemi di sicurezza antifurto e soprattutto educazione alla mobilità nelle scuole. Siamo una città piccola, in bicicletta in dieci minuti si arriva ovunque. I lineamenti pianeggianti del nostro territorio permettono anche di poter sviluppare un sistema di turismo eco-sostenibile: occorre un concreto coordinamento delle iniziative, anche con i comuni limitrofi.

    La pista ciclabile lungo il Po può essere una bellissima iniziativa, che potrebbe rientrare nella rete europea di piste ciclabili (www.eurovelo.org), con conseguente aumento del turismo internazionale. Se non sbaglio la Eurovelo 8 passa non troppo distante da qui, “favorire” una deviazione nel nostro territorio potrebbe essere relativamente fattibile.

    • marco verani

      Caro Lorenzo conosci il progetto VenTo (www.progetto.vento.polimi.it/)? Mi sembra che vada nella direzione cui fai riferimento: poter aumentare il turismo internazionale sul nostro territorio. Non so pero’ quale rapporto e collegamento (se esitente) si sia con la Eurovelo 8. Tu ne sai qualcosa?

      • MB01

        Ciao Marco e ciao Lorenzo, mi permetto di introdurmi nella vostra discussione che ho trovato molto interessante! Una delle principali potenzialità del progetto VenTo è appunto legata alla rete Eurovelo 8, perché se realizzata diventerebbe un collegamento essenziale per quest’ultima, permettendo di collegare la Spagna con l’Ucraina! Un’occasione veramente da non perdere, anche come concreta e stabile opportunità di occupazione e rilancio economico del territorio e non solo!

        Vi suggerisco anche di guardare la sezione del progetto di Gianluca “Cremona territorio Smart – Cremona nuovo movimento” dove si affronta la tematica della mobilità cittadina più in generale e nella quale potrete portare qualche altro importante spunto!

  • marco verani

    Pista ciclabile VENTO
    bando fondazione cariplo: http://www.fondazionecariplo.it/static/upload/amb/amb-brezza.pdf

    Il bando intende favorire la fruizione sostenibile dei territori attraversati da VENTO, sostenendo la realizzazione di Studi di fattibilità di dorsali e/o piste cicloturistiche il cui tracciato sfrutti prevalentemente il percorso lungo gli affluenti del fiume Po. Tali Studi dovranno individuare e valorizzare percorsi/piste ciclabili esistenti che colleghino luoghi di valore naturalistico, paesaggistico, turistico, culturale ed enogastronomico presenti sul territorio e che si intersechino con il tracciato della dorsale VENTO.

    Soggetti ammissibili: Unioni di comuni, Consorzi di Comuni, Associazioni di comuni, Comuni uniti attraverso convenzioni/accordi/associazioni temporanee di scopo

    Sarebbe importante sapere se i comuni cremonesi si stanno muovendo.