Cremona nuovo movimento

Una Città moderna è una città che cura la mobilità: per la vita di noi cittadini, per il lavoro di commercianti, per il turismo in generale. La prima idea è che ora serve davvero una visione complessiva della mobilità cittadina, che unisca tra loro, in un quadro di insieme, i diversi elementi in gioco.



– Una Città moderna è una città che cura la mobilità: per la vita di noi cittadini, per il lavoro di commercianti, per il turismo in generale.

La prima idea è che ora serve davvero una visione complessiva della mobilità cittadina, che unisca tra loro, in un quadro di insieme, i diversi elementi in gioco: il piano sosta, la ciclabilità, il trasporto pubblico urbano ed extraurbano, la ZTL e la sua regolamentazione, un piano merci cittadino, la pedonalizzazione, la viabilità complessiva e la manutenzione delle strade, i collegamenti con l’esterno: serve una progettualità generale che veda l’amministrazione regista di un cambiamento forte.

Occorre rendere efficaci e sicure le piste ciclabili dentro la città e verso l’esterno. La ciclabilità in città, che abbia caratteristiche di completezza e di sicurezza, non è questione secondaria, ma deve essere intesa come modalità nuova, possibile ed efficace di spostamento in città. La ciclabilità verso l’esterno è altrettanto importante e deve integrarsi in modo intelligente con il progetto VenTo, già descritto come progetto importante della prossima amministrazione e della città tutta.

Il piano della sosta deve essere rivisto: occorre inoltre uniformare tariffe e togliere disparità di trattamento tra residenti in diverse zone; occorre che i parcheggi siano secondo una disposizione che li renda a rotazione e di pregio più ci si avvicina al centro. Occorre rivalorizzare i parcheggi esistenti e renderli appetibili con tariffe agevolate per i clienti e raggiungibili con una segnaletica capillare e chiara e con un percorso più breve.

Il piano trasporto pubblico urbano deve trovare una soluzione nuova: il servizio a chiamata è una soluzione da verificare, anche sulla scorta di esperienze ormai avviate e funzionanti in altre città (anche a noi vicine). Un piano di trasporto pubblico innovativo intra urbano deve essere completato da un piano di trasporto pubblico extraurbano altrettanto innovativo, che va studiato insieme ai comuni limitrofi. Occorre verificare anche la fattibilità di collegamenti tra parcheggi esterni e centro città.

Cremona necessita di un allargamento dell’area pedonale da definirsi alla luce di un ripensamento degli attuali piani della mobilità e della sosta, capace di creare alternative di mobilità, attraverso lo studio dei flussi di traffico, che sappia rendere maggiormente attraente e vivibile la zona pedonalizzata in accordo con chi ci vive e con i commercianti.

Sulle grande arterie, è superata l’ipotesi del progetto di strada Sud. In via Dante e viale Trento Trieste vanno messi in sicurezza tutti gli incroci, la pista ciclabile va completata e messa in sicurezza e gli stalli a pagamento introdotti vanno ripensati. Su Via Dante occorre fare delle valutazioni tecniche –economiche sull’eliminazione dello spartitraffico con la possibilità di creare un bando di idee sul progetto futuro. Su via Giordano, che è strada congestionata, saranno messi in atto tutti i controlli e le sperimentazioni per soluzioni possibili.

– Va affrontata la questione cruciale dei collegamenti tra Cremona e l’esterno. Il tema delle linee pubbliche extraurbane, già toccato precedentemente, fa parte di questa partita. Ma occorre considerare anche i collegamenti ferroviari. In questo ambito, Cremona deve recuperare un ruolo di leadership per cambiare, insieme alle altre città del sud della Lombardia, una situazione ormai insostenibile, che vede questa zona della regione assolutamente penalizzata. Anche sulle ferrovie dobbiamo combattere una grande battaglia insieme, per migliorare i collegamenti con Milano e con Brescia, a vantaggio dei nostri concittadini che ogni giorno si spostano. Occorre pensare a migliori collegamenti con i centri di riferimento dei treni veloci per Roma.

Servono più carrozze e pretendiamo che sui treni previsti da anni sia definita la loro assegnazione al nostro territorio entro tempi stabili e programmati. Pretendiamo anche che un progetto di treni veloci di investimento sia realizzato: occorre ripensare il sistema orario a partire proprio dalla presenza indispensabile di treni veloci per Milano in orari adeguati. Riguardo al raddoppio di parti della linea, occorre continuare le azioni già avviate a livello regionale e implementarle.

Ricordiamo ancora che VenTo e tutta la partita di una mobilità legata allo sviluppo ecologico, al turismo e all’ambiente è questione essenziale.

Non ultimo, andrebbe riconsiderata la questione della navigabilità del Po. E’ tema antico e troppe volte se ne è parlato e, per questo, prima di promettere, occorre capire esattamente fattibilità, prospettive e possibili progetti. Il piano, già precedentemente descritto, di rivalorizzazione del bacino del fiume affronta il dossier della navigabilità del Po, sempre guardando con interesse anche ad ultime proposte progettuali, come quella dell’AIPO approvata dall’Unione Europea.

In generale ricordiamo che il fiume Po è di interesse nazionale, anzi, di interesse europeo e se manca la volontà politica e il peso politico di tutte le Regioni della Pianura Padana sarà impossibile trovare le risorse finanziarie necessarie a realizzare questi progetti.

Scarica pdf ‘Cremona territorio smart’


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  • StralisTeo

    Sarebbe molto bello che nella nostra città, soprattutto nelle zone del centro, ci fossero molto meno macchine e più aree pedonali con annesse piste ciclabili.
    Naturalmente andrebbe rivisto, purtroppo per l’ennesima volta, il piano di trasporto pubblico locale in modo tale che, se ad esempio un cittadino parcheggia al Foro Boario e vuole recarsi in centro, non debba aspettare 15-20 min per trovare un autobus che lo porti a destinazione.
    Ho in mente modelli di città tipo Mantova o Pavia dove in centro circolano solo autobus a metano o con motorizzazioni dall’euro 4 in su, corse molto frequenti, piste ciclabili e tantissime aree pedonali.
    Bisognerà cercare di abituare molti cittadini cremonesi a lasciare la propria auto nei parcheggi periferici in modo da incentivare l’utilizzo dell’autobus pubblico; purtroppo si ha l’abitudine di parcheggiare quasi in “bocca al negozio”…