Cremona efficienza e nuova amministrazione

La macchina comunale va riorganizzata. Struttura più snella con una logica nuova di interdisciplinarietà nell’affrontare le questioni: molti progetti richiedono un approccio che coinvolge più ambiti e più competenze.



La macchina comunale va riorganizzata. I criteri sono i seguenti.

– Occorre una struttura più snella con una logica nuova di interdisciplinarietà nell’affrontare le questioni: molti progetti richiedono un approccio che coinvolge più ambiti e più competenze. Un progetto generale di città, una visione di insieme richiedono di affrontare più temi e più questioni contemporaneamente. Quindi la struttura va ripensata nella direzione di accorpamenti di ambiti: occorre imparare a unire le forze e a lavorare insieme. Così si può ottenere efficienza e razionalità di spesa e di interventi. La giunta in particolare deve imparare a lavorare insieme come una squadra. Le deleghe saranno anche su progetti e chi avrà la delega dovrà farsi carico anche di un coordinamento tra assessori e dirigenti, per perseguire uno stesso progetto. Il sindaco è il garante dell’unitarietà e della visione di insieme del progetto per la città e con la città e se ne assumerà fino in fondo la responsabilità.

La riduzione del numero di dirigenti e di assessori è una conseguenza necessaria di questa riorganizzazione. I «cosiddetti» premi saranno diminuiti e dati in effetti sulla base di risultati.

– In particolare due realtà risultano strategiche per lo sviluppo dell’azione amministrativa: il Sistema Informativo Territoriale (SIT) e l’ufficio bandi cittadino.

Il SIT è il cuore della digitalizzazione del comune. I progetti, illustrati in diverse altre parti, funzionano se il SIT funziona. Il SIT deve essere uno dei centri di conoscenza della realtà. I dati raccolti e le mappature aggiornate sono a vantaggio di chi amministra, in modo che abbia conoscenza della realtà e possa verificare le condizioni per le scelte. Tutta la giunta deve essere consapevole e aggiornata. E così il Consiglio. I dati raccolti e le mappature aggiornate sono anche per i cittadini, in modo che la trasparenza sia effettiva, i servizi più efficaci, la partecipazione favorita. Il SIT è al centro della programmazione, dell’attuazione e della verifica del programma e quindi deve essere accanto a chi è garante dell’unitarietà del progetto e contemporaneamente accanto ad ogni livello decisionale (assessorati). Occorre fare una mappatura esatta della situazione del SIT, verificare gli investimenti che sarebbero necessari, verificare quanto c’è già potenzialmente pronto e non ancora utilizzato, inserire il SIT nel cuore della macchina comunale. Un’amministrazione che vuole rinnovarsi deve avere nella digitalizzazione un obiettivo centrale. Digitalizzare significa non solo raccogliere dati e renderli fruibili per decidere e per partecipare, ma anche costruire , attraverso l’uso di tecnologie, semplificazioni burocratiche e facilitazione di accesso a servizi che siano per i cittadini (vedi anche idee sul lavoro).

L’altro luogo altrettanto importante è il centro bandi (vedi anche i progetti sul lavoro). I soldi vengono dall’Europa, dalle Fondazioni, da bandi regionali, nazionali, privati ed europei: occorre avere idee chiare, scegliere i bandi giusti, mettere insieme le forze (pubbliche e private), coordinarle e seguire burocraticamente lo sviluppo del percorso. Ognuno dei progetti illustrati precedentemente si inserisce in linee di finanziamento europee (dai FESR, FSE, in genere le linee Europa202020 … ), regionali, di Fondazioni private. Per questo si tratta di progetti che hanno concretezza e possibilità di realizzazione. Per questo proponiamo di potenziare l’ufficio bandi comunale e di costituire un centro bandi cittadino. Occorre infatti un coordinamento efficace e continuo tra i centri bandi operanti in città in diverse istituzioni e il comune, attraverso il suo l’ufficio bandi, deve essere il regista. Il coordinamento è necessario in particolare per alcune grandi partite (ristrutturazione di spazi, fondo sociale e accesso al credito, la partita del territorio e del Po): varie forze si devono coordinare, per arrivare ad ottenere finanziamenti di un certo rilievo, che permettano di realizzare importanti progetti per la nostra città. Riprendiamo anche quanto già detto nella parte su lavoro e sviluppo. Non bisogna inseguire finanziamenti tanto per avere soldi, realizzando magari progetti che finiscono quando i soldi finiscono e non lasciano quasi nulla nel tessuto cittadino. L’amministrazione e la città intera devono avere idee valide e progetti seri su più anni e su questi cercare finanziamenti, lavorando affinché i progetti siano inseriti in un’idea di sviluppo della città e possano lasciare cambiamenti virtuosi.

L’ufficio bandi comunale deve essere anche in grado di fare consulenza a quelle realtà (vedi incubatori di impresa giovane) che in città, in autonomia e con logiche imprenditoriali, avessero idee per cui poter concorrere a bandi e progetti.

Ci sono tre parole chiave sulla base delle quali impostare l’amministrare: programmazione, trasparenza, semplificazione. Occorre programmare gli interventi perché siano efficaci e efficienti. Occorre rendere trasparente l’azione dell’amministratore, per coinvolgere i soggetti interessati nelle scelte e così valorizzare tutte le risorse (professionali, umane, civili) e generare quindi risparmi. Per costruire un rapporto di fiducia occorre trasparenza, fatta di lealtà e di schietta sincerità, così cresce la partecipazione alla base della democrazia e quindi l’efficacia dell’azione. Occorre semplificare, snellire la macchina comunale, riorganizzando il lavoro per progetti, dentro logiche di lavoro di insieme.

Tutto questo nuovo modo di amministrare per noi significa costruire una città intelligente. «Smart city» e «Smart territory» sono le nostre due prospettive. Una città intelligente è una città orgogliosa di sé, capace di leggere la propria storia, individuare le linee di sviluppo, unire le forze per costruire un futuro per tutti, usando i mezzi tecnologici a disposizione, concreta creatività, coraggio di visione e forza di competenza, desiderio di costruire una comunità di relazioni aperta e unita.

Scarica pdf ‘Cremona amministrazione efficiente’


Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on Tumblr0Email this to someone

Condividi idee per - Partecipa alla discussione

  • Luca D’Auria

    Ho letto, credo, con sufficiente attenzione il documento del progetto
    “Cremona Amministrazione Efficiente” e sulla base della mia ormai
    ventennale esperienza nell’amministrazione comunale mi sento di dover
    dare il mio contributo finalizzato a meglio inquadrare le attuali
    dinamiche interne all’amministrazione in funzione di una reale
    riorganizzazione che non deve passare solamente attraverso slogan più o
    meno centrati ma deve essere anche frutto di una conoscenza reale della
    “macchina comunale”.

    Apprezzo la sezione “Cremona Sinergie e Partecipazione” perchè ritengo questa nuova modalità di fare politica unpassaggio storico che riqualifica la politica stessa e rende merito a chi, in questo infelice periodo, si impegna ancora per il bene comune credendoci fino in fondo.
    Vorrei poter sottoscrivere il documento “carta etica” per l’ingresso in lista ma la mia posizione di dipendente comunale me lo impedisce. Comunque ottime intenzioni.
    Rispetto alle sezioni “Cremona leader nel territorio” e “Partecipate e Comune” trovo per la prima interessanti indicazioni circa la centralità del Comune rispetto
    al territorio; nella seconda indicazioni molto opportune in tema di controllo e indirizzo di Consiglio e Giunta, trasparenza nei dati, bilanci e scelte e rifiuti mobilità e sistema informatico.
    Non sono però argomenti che coltivo nel mio campicello e mi limito a chiedere una riflessione sui risvolti che un simile cambiamento porterà rispetto all’attuale modalità di gestione e relazioni. Non posso immaginare alcun contributo da parte mia.

    In merito, invece, alla sezione “Cremona Efficienza e Nuova Organizzazione” credo di poter offrire un contributo alla nostra causa sia in termini propositivi ma
    anche in termini critici. Ho cercato sul sito di Partecipolis eventuali riflessioni sull’argomento ma non ho trovato nulla; forse non ho cercato nelle giuste sezioni. Voglio però credere che affermazioni che per i cremonesi risultano fortemente pregnanti, in particolare per chi le mastica tutti i giorni ma anche per chi legge solo il giornale e si rende così partecipe, siano frutto di altrettante profonde riflessioni:
    1)pienamente condivisibile la scelta di interdisciplinarietà e accorpamento di ambiti per imparare ad unire le forze e lavorare insieme per ottenere efficienza e razionalità di spesa e di interventi (sarebbero opportuni alcuni esempi di come si intende operare); circa la Giunta, compreso il numero degli assessori, le deleghe e il Sindaco è una parte prettamente politica per la quale ritengo che qualsiasi scelta possa rappresentare una innovazione se si scosta dai canoni ormai
    decisamente obsoleti; in merito, invece ai dirigenti chiedo una maggiore
    presa di coscienza (se già non ci fosse) di cos’è e come funziona la
    macchina comunale: è necessario sapere, per esempio, che la maggior
    parte dei dirigenti sono a contratto a tempo indeterminato (vuol dire
    che sono dipendenti comunali con qualifica dirigenziale) e come tali
    difficilmente riducibili (ma parliamone…) mentre altri (in realtà
    pochi) sono dipendenti comunali, funzionari, con contratto privato per
    la dirigenza e dunque anche a scadenza (tra questi, però, credo di poter
    sostenere ci sia almeno uno tra i migliori dirigenti del comune); ben
    venga, invece, la riduzione dei premi dirigenziali e l’assegnazione
    sulla base di veri risultati.
    2) centralità del SIT e del Centro Bandi: mi sembrano proposte percorribili ma forse si dimentica (o forse alcune riflessioni già sono state fatte) quanta importanza hanno tutti gli altri settori comunali quali l’Organizzazione e il Personale, le Politiche Sociali, l’Economico-Finanziario, i Lavori Pubblici, le
    Poliche Educative, quelle Giovanili, la Cultura e i Musei, il Cimitero
    ecc. Non voglio pensare che andiamo per i quartieri a fare incontri solo
    per lanciare slogan; voglio invece essere certo che dietro questi
    slogan e affermazioni ci sia una presa di coscienza di quanto andremo a
    mettere realmente in campo. In più a questi settori sono ora legati
    dirigenti con specifiche e direi anche specialistiche competenze.

    Per finire intendo informarvi, perchè non voglio essere frainteso, che non
    ho alcuna posizione da difendere; non lo faccio col sistema della
    vecchia politica che si avvicina al nuovo per sviare gli intendimenti
    originali e nemmeno per cercare particolari attenzioni nel proprio
    lavoro. Solo desidero innanzitutto mettere a disposizione le mie
    competenze per costruire insieme qualcosa di veramente interessante e in
    secondo luogo ricominciare a fare la vera politica in cui già credevo
    fino al lontano 1994 nella gloriosa Democrazia Cristiana dove una politica semplice e a contatto con autentiche e sincere relazioni umane e segnata dall’affermazione della verità quale unico momento di sintesi non poteva più trovare spazio.

  • Diego Banin

    LA prossima amministrazione deve essere amministrazione della gente, il prossimo sindaco deve essere il sindaco della gente e parlare con la gente condividere idee e proposte, PARLARE CON LA GENTE

  • pinco pallino

    SPERO CHE DALLA sua SEDE PARTA LA
    VOLONTA’ DI RIVEDERE……………… IL RUOLO DELLE
    PARTECIPATE……………….VERE SCATOLE CINESI..ORMAI
    INCONTROLLABILI……………E POLTRONIFERE………..!!!!!!
    IL NUOVO SINDACO DOVRA’ FARSENE CARICO ED
    ASSUMERE LE RELATIVE RESPONSABILITA’……!!!