Cremona città bella

Una città bella è una città pulita e curata, i marciapiedi sono in buono stato, il verde ben tenuto, le strade praticabili, le case vivibili. Una città bella è una città che è orgogliosa di sé, dell’arte che in lei vive, della bellezza dei suoi palazzi, delle sue chiese, del decoro delle sue case, della natura nella quale è immersa. Una città bella è una città che costruisce luoghi di convivenza e di relazioni belle e capaci di includere.



Una città bella è una città pulita e curata, i marciapiedi sono in buono stato, il verde ben tenuto, le strade praticabili, le case vivibili. Una città bella è una città che è orgogliosa di sé, dell’arte che in lei vive, della bellezza dei suoi palazzi, delle sue chiese, del decoro delle sue case, della natura nella quale è immersa. Una città bella è una città che costruisce luoghi di convivenza e di relazioni belle e capaci di includere.

– Bisogna impegnarsi per un’attenzione straordinaria verso una normale ed intelligente manutenzione di strade e ambienti cittadini: è un progetto di “straordinaria normalità”. Per realizzarlo occorrono programmazione molto attenta e un accordo/ascolto della città, per la scelta di priorità di interventi: programmare significa risparmiare e fare in modo più efficiente. Per questo proponiamo il progetto «quartieri, buche e carrozzine»: consiste nell’impegno dell’amministrazione a chiedere ai quartieri e alle associazioni a fianco di disabili e anziani di indicare un piano di interventi in città, per rendere più vivibili marciapiedi, le strade e luoghi di passaggio. Proponiamo di analizzare la situazione della fruibilità delle nostre strade e dei nostri marciapiedi attraverso il parere di persone esperte di barriere e di difficoltà di accesso: i disabili in generale, gli anziani e i bimbi piccoli. Il tema della mobilità si deve coniugare con quello della disabilità. Capire la mobilità in città a partire da loro significa ricostruire una buona mobilità per tutti. Potremmo dire: vedere la strada da una sedia a rotelle per cambiare la mobilità e rinnovare strade e marciapiedi. Dove passa una carrozzina, lì passano meglio tutti i cittadini. A partire dalle indicazioni dei quartieri, dalle indicazioni delle associazioni invalidi, a partire dalle analisi dell’Amministrazione entro sei mesi intendiamo proporre un piano di priorità annuale per i prossimi anni, una serie programmata di interventi per gli anni seguenti, da verificare ogni anno con il controllo delle realtà coinvolte.

– Il progetto di miglioramento dell’arredo urbano con un regolamento ad hoc deve essere realizzato in accordo con associazioni di commercianti e di cittadini e deve vedere insieme amministrazione e commercianti e quartieri nella scelta di progetti possibili e finanziabili.

– Nel «Progetto verde» il Comune si impegna ad un’azione di mappatura delle realtà esistenti, ad un’azione di coordinamento e coinvolgimento delle realtà dei quartieri: analogamente al progetto relativo alla manutenzione, il Comune può individuare insieme ai quartieri priorità di interventi, dare indirizzo e controllo, mettere a disposizione strumenti opportuni, riconoscere benefit alle persone anche volontarie dei quartieri che si impegnino a collaborare alla manutenzione del verde. Ascolto continuo, reale coinvolgimento e programmazione ancora una volta sono le parole chiave.

– Una città a misura dei bambini è anche una città in cui gli spazi per i bambini sono presenti e ben tenuti: nel progetto “area gioco più sicure» ci impegniamo ad una mappatura attenta delle aree gioco a Cremona e ad interventi anche piccoli che rendano più sicure e migliori queste zone.

– La riqualificazione del Parco del Po e del Morbasco, parco cittadino già oggi di notevole rilievo sociale, dovrebbe accompagnarsi al rilancio dell’idea del Parco Regionale del Po, che riguarderebbe un’area golenale molto vasta e un’estensione interprovinciale, o quanto meno un “Parco del Po intercomunale”. Si otterrebbero così salvaguardie più precise per quanto riguarda le zone umide, le sponde del fiume, almeno parte delle aree golenali.

Scarica pdf ‘Cremona territorio smart’


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  • mauro

    Un’attenta opera di manutenzione del patrimonio comunale? In
    un periodo di carenze finanziarie? Mi piacerebbe un’amministrazione che per
    farlo attivi le collaborazioni con i privati e con le associazioni. Sono finite
    le risorse, ma è finito anche il tempo della delega per la gestione di beni che sono di tutti. Ci sono tante piccole cose che possono essere fatte da cittadini attivi e solidali … risparmiando… qualche esempio qui vicino. http://www.labsus.org/category/beni-comuni/

  • Gabriele Ciambi

    Buona amministrazione e citta’ smart: un’idea che viene dai “cugini” della piccola Colorno (PR). Qualora doveste trovate un marciapiede dissestato, un buco nella strada o un lampione che non funziona, telefonare agli uffici del Comune non e’ l’unico modo per segnalare il problema: se siete in possesso di uno smartphone in tasca, basta utilizzare l’apposita applicazione di “Comuni-Chiamo”.

    Colorno fa parte della rete di comuni che hanno scelto l’innovativa piattaforma informatica: si tratta di una startup creata da quattro studenti bolognesi che nel giugno del 2013 ha vinto la prima edizione di Social App Italia, una competizione organizzata dall’Università Bocconi di Milano per premiare il miglior progetto di applicazione a elevato impatto sociale.

    Attraverso questo servizio i cittadini possono segnalare in tempo reale al Comune le problematiche che riscontrano nella vita di tutti i giorni, richiedere l’intervento ed essere costantemente informati sullo stato della propria richiesta.

    Si può segnalare in pochi secondi da pc o da smartphone – attraverso un’applicazione disponibile per iOS e Android – ma non solo: “Comuni-Chiamo” permette infatti al Comune di inserire agevolmente anche le segnalazioni che arrivano via telefono, mail o direttamente allo sportello dell’Ufficio relazioni con il pubblico. Tutte queste segnalazioni vengono poi gestite dalla piattaforma “Comuni-Chiamo” che, grazie ad un algoritmo, le elabora per aiutare il Comune ad individuare le priorità. Con “Comuni-Chiamo” il Comune interviene direttamente sui problemi che i cittadini ritengono più urgenti, risparmiando tempo e risorse, e fornendo un servizio efficiente e tempestivo.

    Ad oggi “Comuni-Chiamo” è presente in oltre 30 comuni, da Trieste a Ragusa, e lo utilizzano oltre 600 persone all’interno delle pubbliche amministrazioni.

    E’ un servizio che riduce drasticamente la distanza tra cittadini e uffici, rendendo più tempestiva la comunicazione reciproca sulle problematiche di tutti i giorni.

    Interessante…