Allo Zaist, ‘Ci si salva
insieme, centro e periferie’

Così, Gianluca Galimberti, candidato alle primarie del centrosinistra di 'Fare nuova la città', all'incontro con circa cinquanta residenti del quartiere Zaist, sabato sera nella palestra di via Caprera.



“Ci si salva insieme, centro e periferie”. Così, Gianluca Galimberti, candidato alle primarie del centrosinistra di ‘Fare nuova la città’, all’incontro con circa cinquanta residenti del quartiere Zaist, sabato sera nella palestra di via Caprera.

“Questo quartiere ha una capacità di analisi dei problemi elevatissima e ha sperimentato forme di welfare molto importanti – ha esordito il candidato di ‘Fare nuova la città’ – Ma siamo in un momento in cui le povertà aumentano e in cui bisogna che aumenti anche la regia. Ogni quartiere ha problemi specifci che, però, quando si analizzano riguardano tutta la città. Non c’è nessun quartiere che si salva se non si salva tutta la città. I problemi del centro riguardano lo Zaist e quelli dello Zaist il centro storico. Cremona è una città che va riconnessa al suo interno”.

Polo tecnologico, trasporto pubblico, sottopassaggio della linea ferroviaria, manutenzione ordinaria di strade e verde pubblico, alcune delle questioni sollevate da Galimberti. Partecipazione e programmazione le parole chiave.

Un passaggio importante sul welfare di comunità e sul disagio giovanile con l’accenno ad un Piano di animazione culturale dei territori. “Qui ci sono reti di solidarietà importanti da valorizzare – ha continuato Galimberti – Se mancano i soldi, le persone diventino risorse. A patto che non vengano lasciate sole. Meno scrivania e più territorio, meno burocrazia e più progetti. Serve un cambiamento delle logiche del fare servizio sociale: mettere sul territorio figure di riferimento che facciano rete tra le realtà che già incontrano determinate problematiche”.

Altra questione chiave, la presenza delle forze dell’ordine nel quartiere. “Bisogna coordinarsi meglio – ha dichiarato il candidato di ‘Fare nuova la città’ – con un’attenzione rivolta sempre ai cittadini che sono antenne nei territori”.

Numerosi gli interventi dei residenti su rapporto tra Comune e quartiere, disagio giovanile e sociale, sfducia nelle forme di partecipazione, aumento delle rette scolastiche, politiche rivolte agli anziani, equità nelle tassazioni locali.

“La questione delle povertà – ha concluso Galimberti – si risolve anche innestando nuove logiche di vicinanza, riappropiandosi dei luoghi che devono raccontare una vivibilità diversa, avendo un’attenzione ai giovani, partendo da quelli che hanno più fragilità, costruendo prospettive di futuro, co-progettando con le realtà esistenti ”.

Domenica 26 gennaio altro appuntamento di ‘Fare nuova la città’ con i giovani per un momento di raccolta di idee su lavoro, welfare e ambiente. Alle 17 alla sala Ial Cisl di via Dante, 121.


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