Accordo per il Po con Piacenza, Lodi, Regioni e oltre 30 comuni: insieme verso il contratto di fiume

Alla presenza del Ministro Graziano Delrio, con Piacenza, Provincia di Lodi, oltre 30 comuni dei nostri territori, Regioni Emilia Romagna e Lombardia abbiamo firmato l'accordo territoriale che ci consente di avviare il percorso verso il contratto di fiume!



Innanzitutto grazie al nostro Assessore al Territorio Andrea Virgilio e ai tecnici, in particolare alla dirigente del Comune Mara Pesaro, perché dietro questa firma ci sono lavoro e persone. E’ un segno di una politica e di una pubblica amministrazione che funziona.

Ciò che stiamo facendo è importante. Nell’attuale processo di urbanizzazione, le città hanno una responsabilità grande: quella di costruire ponti, alleanze territoriali molto forti. Da soli, infatti, non si va più da nessuna parte. La rinascita del paese deve partire dalle città, città aperte ad altri territori.
Non solo: alle città è richiesto di non dimenticarsi del territorio. E questo accordo è un esempio della cura che le città si assumono nei confronti del territorio e del cosidetto ‘nuovo oro’, ovvero l’acqua, bene comune.
Il nostro Po è un fiume di storia di cultura di idee che ha unito i nostri territori. Lungo il Po scorre la musica di Monteverdi, e attraverso il Po si attraversa la storia da Monteverdi a Verdi. Riprendere il legame col Po, vuol dire raccontare a noi e al mondo la nostra storia.
Dentro il contratto di fiume c’è una visione politica per l’oggi e per il domani. Vuol dire consapevolezza e orgoglio di ciò che siamo: siamo un’unica valle del Po, un bacino grandissimo e unico al mondo. Le differenze sono originalità e ricchezza da cui partire, insieme. Questo progetto non è solo un progetto italiano, ma ha una valenza europea. È operazione che dice dell’unità del Paese e che parla all’Europa. In più: c’è un approccio multidisciplinare al tema del fiume Po. Ovvero, come si fa a fare tutela ambientale? Si fa, avendo una visione a 360 gradi, per efficienza ed efficacia.

Affinché l’accordo abbia successo, occorre una governance. E questo accordo consente questa governanche che è punto di partenza per progetti concreti, incanalando ciò che c’è già, come ad esempio la navigazione sul Po (quella del Festival Monteverdi e quella con le Canottieri con circa 4.200 persone sul fiume nel 2016) e promuovendo azioni nuove. Temi fondamentali sono la prevenzione e la manutenzione del bacino del Po che sono grandi opere pubbliche. E l’ambiente, la cultura, lo sport, la mobilità dolce, il turismo, l’impresa e l’ulteriore sviluppo della navigabilità. Dentro questo accordo, intoltre, ci deve essere anche il tema importante delle infrastrutture, ponti e ferrovie.

Stiamo parlando dello sviluppo del territorio e della possibilità, insieme, di ottenere finanziamenti. Con questo accordo siamo interlocutori più forti nella ricerca di fondi.

Per tutte queste ragioni, sono orgogliosissimo di questo accordo che è passaggio storico. Esempio per noi, per il paese e per l’Europa.

Accordo sul Po: responsabilità da portare avanti insieme

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